Arte e tecnologia: 4 opere artistiche create dall'Intelligenza Artificiale

Arte e tecnologia: 4 opere create dall’ intelligenza artificiale.

Arte e tecnologia: 4 opere artistiche create dall’Intelligenza Artificiale

L’intelligenza artificiale approda nella digital art: nascono le prime opere d’arte contemporanea realizzate con l’AI, tra le critiche degli storici e i problemi di diritti d’autore. 

Unire arte e tecnologia può sembrare un ossimoro: da un lato una delle massime espressioni della scienza e dell’evoluzione tecnologica, dall’altro il settore creativo per eccellenza.

Eppure gli ultimi anni ci hanno portato a constatare che arte e intelligenza artificiale hanno sempre più cose in comune.

Tecnologia e arte: inconciliabile o inevitabile?

L’intelligenza artificiale ha un confine labile e spesso finisce per fondersi con campi “insospettabili”, come la medicina o la giurisprudenza. Ma tra tutti i settori quello che desta più scalpore è sicuramente l’arte, tanto da portare la critica a mettere in dubbio la possibilità di questo connubio.

Un’opera realizzata attraverso un algoritmo è arte? Se è stata creata da un computer, a chi appartengono i diritti d’autore?

L’uscita dell’arte dai canoni socialmente riconosciuti per contaminarsi con altri settori è sempre stata vista negativamente, anche nel passato.

Quando Man Ray introdusse la fotografia nelle sue opere, l’innovazione non venne ben vista dalla critica, a tal punto che una delle sue più celebri frasi, non ha senso continuare a chiedersi se la fotografia sia o meno una forma d’arte, perché l’arte è fuori moda e noi abbiamo bisogno di altro, è una sorta di ricerca di legittimazione per il nuovo mezzo espressivo. Eppure oggi nessuno oserebbe dissentire dal fatto che le sue siano vere e proprie opere d’arte.

Le stesse sorti sono capitate anche, anni dopo, alla video arte e ora all’intelligenza artificiale.

Anche se da molti l’arte viene ancora vista come qualcosa di statico, nell’arco dell’ultimo secolo è stato dimostrato come invece sia in continuo mutamento, inglobando e lasciandosi contaminare da altri settori, specialmente legati alla tecnologia.

Ma in che modo l’intelligenza artificiale “collabora” con l’arte? Analizziamo l’artificial intelligence art

4 opere realizzate dall’Intelligenza Artificiale

Edmond de Belamy – Obvious

arte e tecnologia: Obvious - Ritratto di  Edmond de Belamy - Arte e tecnologia
Obvious – Ritratto di Edmond de Belamy
Courtesy of Christie’s

Una delle opere più note legate all’intelligenza artificiale è Edmond de Belamy, diventato famoso per essere stato venduto nel 2018 dalla casa d’aste Christie’s per 432.500 dollari.

È stato realizzato attraverso l’utilizzo di un algoritmo, da Obvious, collettivo parigino con un mix di competenze legate al mondo AI e della finanza, composto da Hugo Caselles-Dupré, Pierre Fautrel e Gauthier Vernier.

Le fasi per la realizzazione dell’opera sono state principalmente due: prima lo “studio”, in cui all’algoritmo sono state fatte “analizzare” 15000 opere, realizzate in più di cinquecento anni, seguito dalla fase di realizzazione. Il collettivo però non ha “chiesto” all’algoritmo di realizzare solo un’opera, bensì tutta la famiglia de Belamy, di cui Edmond è l’ultimo discendente.

L’opera è realizzata con inchiostro su tela.

Mario Klingemann – Memories of Passerby I

arte e tecnologia: Memories of Passerby I  -  Mario Klingemann  
Arte e tecnologia
Memories of Passerby I – Mario Klingemann
Courtesy of Sotheby’s

In Memories of Passerby I quello che si nota ad una prima occhiata sono due schermi rettangolari collegati da un vecchio mobile d’antiquariato. Quello che non si vede è il computer collocato all’interno di quest’ultimo che genera volti unici ispirati da un database di opere realizzate tra il XVII e il XIX secolo.

I ritratti sono originali e vengono proiettati nei due grandi monitor, durano solo pochi secondi prima di trasformarsi nell’opera successiva: un susseguirsi di volti in costante mutamento inventati dall’intelligenza artificiale attraverso una rete generativa avversaria (GAN, Generative Adversarial Nerwork). 

È stato venduto da Sotheby’s per 32 mila sterline nel 2018.

Denis Shirayev – La Nascita di Venere

arte e tecnologia: Sandro Botticelli - La Nascita di Venere
Arte e tecnologia
Sandro Botticelli – La Nascita di Venere
Credit: Denis Shiryaev

Se, come affermato all’inizio, intelligenza artificiale e arte possono essere considerati un binomio inconciliabile, Denis Shiryaev sfida ulteriormente questo concetto, facendo operare l’AI direttamente su alcuni quadri famosi e riconosciuti all’unanimità dalla critica.

La Nascita di Venere” è solo una delle sette opere che Denis Shirayev crea con lo scopo di svelare i volti realistici di alcuni capolavori, insieme a “Gioconda” e “Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci, “Ragazza con l’orecchino di perla” di Jan Vermeer, “Ronda di Notte” di Rembrandt, “Autoritratto” di Frida Kahlo, “American Gothic” di Grant Wood.

I volti sono realizzati attraverso l’analisi delle espressioni facciali estapolate da video prelevati da varie piattaforme (come Youtube e Tiktok) e applicate ai celebri volti che, per questo motivo, non sono storicamente accurati.

Ma l’artista russo non ha utilizzato l’AI solo nell’arte. Ha, infatti, anche “restaurato” la celebre pellicola dei fratelli Lumière “L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat”, elaborando algoritmi che aggiungono fotogrammi ai pixel del filmato originale.

The Next Rembrandt – Bas Korsten

arte e tecnologia: The Next Rembrandt - Bas Korsten 
Arte e tecnologia
The Next Rembrandt – Bas Korsten
Photograph: handout

Sembra un quadro realizzato da Rembrant nel XVII secolo, ma non è così. Un algoritmo ha studiato oltre 300 opere dell’artista olandese cercando di comprenderne lo stile e le peculiarità, per poi creare a sua volta un nuovo quadro, stampato in 3d e composto da 13 strati di inchiostro, che ritrae però un soggetto mai esistito.

Per quanto l’ideatore dell’opera sia stato Bas Korsten, il progetto è nato grazie alla collaborazione tra Microsoft, ING Bank, Delft University of Technology, l’agenzia pubblicitaria J. Walter Thompson Amsterdam, la Rembrandt House Museum di Amsterdam e The Muritshuis.

Quest’opera mette in discussione numerosi elementi fondamentali dell’arte. Un’opera d’arte creata dall’AI può emozionare come quella di un grande pittore? Quello ideato dall’algoritmo sarebbe potuto essere un quadro di Rembrant? Un programmatore può essere considerato un artista?

Per ora non abbiamo risposte a queste domande, se non ricordare che tantissime innovazioni del passato, che inizialmente venivano guardate con disappunto, ora appartengono a tutti gli effetti al panorama artistico.

E forse questo accadrà anche per l’intelligenza artificiale.

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